Ottobre è arrivato, con le prime giornate fresche, le castagne, i funghi e gli alberi che cominciano a vestirsi d’autunno.

Mi piace questo periodo, per i suoi colori, l’odore del bosco dopo la pioggia, le giornate in cui il sole è ancora piacevolmente caldo e quelle in cui viene voglia di stare in casa e accendere il camino.

Eppure, di questa stagione ci sono tanti aspetti che non conoscevo o ai quali non avevo mai prestato particolare attenzione. Per esempio, sapevi che molti uccelli migrano di notte, che gli scoiattoli possono contribuire alla nascita di nuovi alberi e che un tempo l’11 novembre era anche il giorno in cui molte famiglie cambiavano casa?

Sono partita da queste curiosità e ne ho trovate altre che mi è venuta voglia di raccontare.

Le foglie rosse non sono semplicemente foglie che stanno morendo

Durante la primavera e l’estate, la clorofilla conferisce alle foglie il loro caratteristico colore verde. Quando le giornate si accorciano, molti alberi decidui cominciano a prepararsi all’inverno e la clorofilla viene progressivamente degradata, lasciando emergere pigmenti gialli e arancioni già presenti nelle foglie.

Il rosso ha una storia diversa. In molte specie deriva dagli antociani, pigmenti che vengono prodotti proprio durante l’autunno.

Secondo una delle ipotesi studiate dai ricercatori, questi pigmenti aiuterebbero a proteggere le foglie dalla luce intensa mentre l’albero recupera parte delle sostanze nutritive prima di lasciarle cadere. Non è l’unica spiegazione proposta e la funzione dei colori autunnali continua a essere studiata.

Anche le condizioni meteorologiche influiscono sul risultato. Giornate luminose e notti fresche possono favorire colorazioni particolarmente intense, mentre altri anni lo stesso bosco può presentare sfumature molto diverse.

Illustrazione botanica vintage con foglie autunnali rosse, gialle e arancioni, ghiande, castagne e funghi.

Sotto le foglie cadute la vita continua

Sotto il tappeto di foglie che ricopre il terreno del bosco si svolge un’intensa attività biologica. Funghi, batteri e piccoli invertebrati partecipano alla decomposizione del materiale vegetale, contribuendo al riciclo delle sostanze nutritive. Tra gli abitanti della lettiera troviamo acari, collemboli, insetti e numerosi altri organismi che raramente notiamo.

E i funghi che raccogliamo o fotografiamo durante le passeggiate? Quello che vediamo è spesso soltanto il corpo fruttifero, mentre la parte vegetativa del fungo, costituita dal micelio, può estendersi nel terreno o nel legno.

Alcuni funghi stabiliscono inoltre rapporti di collaborazione con le radici delle piante, formando le micorrize. Attraverso queste associazioni, i funghi ricevono sostanze organiche prodotte dalle piante e possono favorire l’assorbimento di acqua e nutrienti.

Le grandi migrazioni che avvengono mentre dormiamo

Siamo abituati a immaginare gli uccelli migratori mentre attraversano il cielo in grandi stormi, ma moltissime specie, soprattutto piccoli passeriformi, migrano durante la notte.

Partono dopo il tramonto e possono percorrere distanze considerevoli prima di fermarsi a riposare e alimentarsi. Il volo notturno presenta diversi vantaggi, tra cui temperature generalmente più basse e, in determinate condizioni, venti favorevoli. Per orientarsi, gli uccelli utilizzano informazioni diverse, comprese quelle provenienti dal campo magnetico terrestre e, in alcune specie, dalle stelle.

Oggi questi spostamenti possono essere studiati anche attraverso i radar meteorologici.

Secondo le stime elaborate attraverso i radar meteorologici, nella notte dell’8 ottobre 2025 circa 1,25 miliardi di uccelli hanno attraversato i cieli degli Stati Uniti.

Un miliardo e duecentocinquanta milioni in una sola notte.

Mi domando quanti viaggi avvengano sopra le nostre teste senza che ce ne accorgiamo.

Gli scoiattoli che piantano alberi

Gli scoiattoli raccolgono e nascondono semi e frutti per affrontare i periodi in cui il cibo diventa più difficile da trovare. Molte specie distribuiscono le proprie scorte in numerosi nascondigli e riescono a recuperarne una parte grazie alla memoria spaziale e all’olfatto.

Non tutte le provviste, però, vengono ritrovate. Alcuni semi dimenticati possono germogliare e dare origine a nuove piante, favorendo così la diffusione degli alberi. Anche le ghiandaie svolgono un ruolo importante nella dispersione delle ghiande e nella rinnovazione dei querceti.

Illustrazione vintage di uno scoiattolo rosso su un albero, circondato da foglie autunnali e ghiande.

Una volta, all’alba, mi capitò di assistere a uno spettacolo straordinario. Un gran numero di scoiattoli risaliva il tronco di un’acacia, muovendosi a spirale, come lungo una scala a chiocciola. Non procedevano in fila indiana, ma in gruppo, anche tre o quattro affiancati, con una leggerezza tale che sembravano formare un unico flusso.

Intorno tutto sembrava sospeso. Io ero lì, immobile, in silenzio, quasi senza respirare per paura di rompere quell’incanto.

Non ho mai saputo cosa stessero facendo, ma ricordo ancora perfettamente quella scena.

Il giorno e la notte non sono davvero uguali durante l’equinozio

A scuola abbiamo imparato che durante gli equinozi il giorno e la notte hanno la stessa durata, ma in realtà non è esattamente così.

Durante l’equinozio, il centro del Sole attraversa l’equatore celeste, ma il tempo che intercorre tra alba e tramonto è generalmente ancora un po’ più lungo di quello compreso tra tramonto e alba.

Questo dipende soprattutto dalla rifrazione atmosferica, che ci permette di vedere il Sole anche quando si trova geometricamente poco sotto l’orizzonte, e dal fatto che alba e tramonto vengono calcolati considerando il bordo superiore del disco solare.

Il giorno in cui luce e buio hanno una durata quasi identica viene talvolta chiamato equilux e cade in una data leggermente diversa, che dipende anche dalla latitudine.

Quando a San Martino si facevano i traslochi

L’11 novembre si celebra San Martino e, per secoli, in diverse zone d’Italia questa data ha coinciso con la scadenza di contratti agrari e accordi di mezzadria.

Per alcune famiglie significava lasciare il podere, trasferirsi e ricominciare altrove. Da questa antica consuetudine deriva l’espressione fare San Martino, utilizzata soprattutto in alcune regioni d’Italia per indicare un trasloco.

È un’espressione che conosco fin da bambina. Quando avevo sei anni, anche la mia famiglia cambiò casa. Era il 12 dicembre, quindi ben oltre la tradizionale scadenza dell’11 novembre, ma per noi non si trattava semplicemente di traslocare: stavamo facendo San Martino. E ancora oggi, se dovessi cambiare casa, sarebbe questa l’espressione che mi verrebbe spontaneo usare.

Alla stessa ricorrenza è legata la cosiddetta estate di San Martino, il nome popolare attribuito a un eventuale periodo di giornate miti dopo i primi freddi.

Secondo la tradizione, Martino di Tours divise il proprio mantello con un uomo infreddolito e, dopo quel gesto, il tempo divenne improvvisamente più mite. Naturalmente non esiste alcuna garanzia meteorologica che questo accada ogni novembre, ma la ricorrenza è rimasta nella cultura popolare, insieme alle castagne e al vino novello.

In Giappone si va a cercare l’autunno

L’autunno non è uguale in tutto il mondo. Nell’emisfero australe, per esempio, ottobre è primavera, mentre nelle regioni tropicali le stagioni possono essere scandite soprattutto dall’alternanza tra periodi piovosi e secchi.

Anche dove esistono quattro stagioni ben distinte, il modo di viverle può essere molto diverso.

In Giappone esiste una tradizione chiamata momijigari, che consiste nel recarsi in luoghi particolarmente suggestivi per ammirare i colori delle foglie autunnali, soprattutto quelli degli aceri.

Illustrazione vintage di un paesaggio giapponese autunnale con aceri rossi, ponte, laghetto e tempio tradizionale.

Il termine viene spesso tradotto come «caccia alle foglie rosse», anche se naturalmente non si caccia nulla. Si va a cercare e osservare la bellezza del paesaggio autunnale.

È un’usanza con radici antiche, presente nella cultura giapponese da molti secoli e ancora oggi molto amata.

Trovo bellissima l’idea di dedicare una giornata semplicemente ad ammirare gli alberi.

C’è molto più autunno di quello che vediamo

Preparando questo articolo ho imparato qualcosa di nuovo, ritrovato curiosità che avevo quasi dimenticato e mi è venuta voglia di approfondirne ancora.

Perché, a pensarci, quanto sappiamo davvero di ciò che ci circonda?

Probabilmente molto meno di quanto immaginiamo. C’è ancora così tanto da conoscere, persino in quello che abbiamo sotto gli occhi da una vita.

Articolo precedente
Dimmi dove vai quando sogni
Articolo successivo
E se lo chiedessimo ai Tarocchi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere